La
musica comprende vari generi che possono essere più o
meno impegnativi, ognuno dei quali ha una logica e obiettivi
differenti e che richiede, agli esecutori, preparazioni e qualità
musicali diverse.
Un'analogia
con un'altra forma d'espressione: il disegno.
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il
disegnatore tecnico risale ai punti di una forma tramite
calcoli matematici e traccia le linee con l'ausilio d'attrezzi
(righe, squadre, ecc.); |
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l'artista
calcola praticamente ad occhio e disegna a
mano libera; con lo studio e la pratica sviluppa
quelle qualità che gli permettono di valutare misure
e proporzioni.
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I
due metodi di disegno sono diversi e apprendendone uno non s'impara
automaticamente anche l'altro: ognuno esige il suo tirocinio.
Le possibilità e gli obiettivi sono diversi: non si può
disegnare un ritratto con riga e squadra o realizzare un pezzo
meccanico con un disegno fatto ad occhio e a mano libera. La
cognizione del disegno tecnico accresce ulteriormente le facoltà
dell'artista, per la rappresentazione d'opere architettoniche,
ma per la realizzazione di ritratti, nudi, nature morte, flora
e fauna, ecc. l'unica qualità su cui può fare
affidamento il disegnatore è l'occhio. Viceversa, non
è indispensabile possedere l'occhio per il disegnatore
tecnico, anche se i grandi lo hanno. Il buon disegnatore si
specializza in uno dei due metodi, ma conosce anche l'atro.
L'insegnamento
musicale tradizionale prepara ad un modo di suonare che ha una
logica più vicina al disegno tecnico, tutto è
calcolato: l'esecutore deve leggere e suonare fedelmente ciò
che è scritto. La qualità principale è
la capacità di leggere a prima vista. Naturalmente il
saper leggere non è sufficiente senza il supporto d'una
solida tecnica strumentale che permette l'esecuzione di ciò
che è scritto. L'interpretazione, la capacità
di recitare la musica, è la qualità
che esalta lo strumentista. Senza lo spartito, però,
non può suonare: è come il disegnatore tecnico
privato dei suoi attrezzi.
La
musica leggera, il blues e il rock richiedono qualità
analoghe a quelle del disegno artistico: non si legge ma si
suona ad orecchio. Gli accordi di un brano, ad esempio, non
si leggono ma si devono capire. I ritmi più
efficaci non si possono calcolare ma si devono sentire.
Le parti melodiche devono passare dalla mente allo strumento,
senza alcun calcolo o ragionamento: questo è l'unico
metodo che permette l'improvvisazione.
Più
che nozioni teoriche, allo strumentista occorrono qualità
musicali evolute: orecchio e senso ritmico.
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